Secondo i dati Turkstat nei primi sette mesi del 2025 l’export di pietre naturali della Turchia ha raggiunto i 3,3 mln di tonnellate, per un controvalore di 1.135 mln di USD. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, a fronte di un leggero calo delle quantità vendute all’estero (-2,5%) si è registrato un aumento del 5,4% dei valori, con il prezzo medio dei materiali esportati che è salito a 343,7 USD/tonn.
Ricordiamo che nel 2024 le esportazioni lapidee di Ankara avevano fatto segnare una flessione dell’11,7% in volume (per 6,3 mln di tonnellate) e del 7% in valore (1.935,5 mln di USD). A guidare la ripresa nel 2025 sono state le vendite dei lavorati e semilavorati di marmo (562,5 mln di USD,+11,6%) e travertino (193,1 mln, +9,1%), mentre sono diminuite quelle dei materiali grezzi (314,4 mln, -5,4%).
Nel periodo gennaio-luglio 2025 la classifica dei Paesi di destinazione vede al 1° posto gli USA con acquisti per 273 mln di USD, +12,6% rispetto al 2024. In 2a posizione troviamo la Cina – fino a due anni fa il mercato di riferimento per l’export di materiali turchi, principalmente grezzi -, con circa 200 mln di import (-8,1%), seguita da India (69,9 mln, -1,5%), Arabia Saudita (59,9 mln, -10,3%) e Francia (59,2 mln, +2,3%). Relativamente all’interscambio con l’Italia, nei primi otto mesi dello scorso anno il nostro export di tecnologie per la lavorazione delle pietre naturali verso la Turchia (2° buyer dopo gli USA) si è mantenuto sugli ottimi livelli del 2023 (+0,5%), superando i 51 mln di euro (dati Centro Studi CONFINDUSTRIA MARMOMACCHINE).



















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